Coraggio, il meglio è passato!

Viva Berlusconi, a morte Berlusconi!

Venti anni di presenza politica, venti anni di televisione commerciale, si puo’ dire che i giovani di oggi siano cresciuti con lui.

Ma aldila’ i titoli dei giornali, cos’e’ stato davvero il berlusconismo?

Cos’e’ stata questa esperienza  che per venti anni ha connotato la vita (non solo politica) del nostro paese?

Ridurre il berlusconismo a un semplice movimento politico sarebbe sbagliato, oltre che riduttivo, per una duplice serie di ragioni: in primo luogo quella che dal 1994 ad oggi è considerata la discesa in campo del Presidente non è stata soltanto l’ascesa politica di un imprenditore che ha scalato tutte le tappe del “cursus honorum” ( eccezion fatta per la massima carica della nostra Repubblica, obiettivo mai nascosto e forse tramontato ) ma anche e soprattutto la rivoluzione dell’intero sistema politico italiano sia in senso bipolare che in senso maggioritario.

In secondo luogo quello che possiamo chiamare ormai Berlusconismo è stato un movimento che ha contribuito a cambiare anche culturalmente questo Paese,a renderlo un po’ meno bigotto ma forse eccessivamente smaliziato.Valori come l’etica, la morale, la sobrietà che pure avevano contraddistinto (in maniera ideologicamente falsa e intellettualmente non onesta) i partiti della prima repubblica, DC in testa, hanno lasciato il passo ad altri orizzonti valoriali che milioni di italiani hanno reputato piu’ importanti,  o forse solo piu’ attuali dei primi. L’efficienza, il carisma, l’appeal mediatico di Berlusconi gli hanno consentito di entrare nel cuore e nella mente di tantissimi italiani che hanno smesso i panni di cittadini per indossare quelli di tifosi.

Sei pro o contro Berlusconi? È questa la domanda che ha attraversato il nostro Paese dalla Sicilia al Piemonte, dalla Calabria al Veneto in lungo e largo per la nostra penisola. Non piu’ un’identità politica ma una identità assolutamente votata alla persona, ad una persona. Un’intera classe dirigente di questo Paese si è costruita grazie a questo nuovo modo di intendere la politica: chi seguiva pedissequamente i passi del Presidente e chi invece non faceva che demonizzarlo o, peggio, insultarlo. Ecco cosa sono state la destra e la sinistra in questi ultimi diciassette anni del nostro Paese.

Le scene viste sabato e domenica sotto palazzo Chigi, consentitemelo , sono la parte piu’ becera e gretta di questo mio pensiero, sono il motivo per il quale anche oggi, dopo gli scandali delle escort, i litigi europei , lo spread ai massimi storici, le politiche anti crescita di Tremonti, il suo popolo ( non quello delle libertà ma quello di Silvio Berlusconi ) continueranno a essergli accanto e a perdonargli anche gli errori, numerosi per la verità, che ha compiuto in questi 17 anni. Ha sbagliato a candidare uomini e donne poco “ Onorevoli “ ha sbagliato a tenere troppo stretto l’asse con la Lega e non cercare invece di recuperare i moderati di Casini, ha sbagliato a non capire fin dall’inizio la vera indole di Fini e lasciargli distruggere la maggioranza piu’ larga che il nostro Parlamento avesse mai potuto accogliere.

Il cambio della guardia pero’, è ormai arrivato anche per  lui, forse perché stanco di combattere contro tutto e tutti ( se stesso compreso ), forse perché spaventato dai possibili scenari economici del suo impero economico  o forse soltanto perché ha in mente un’altra , piu’ avvincente sfida, certo che la sua gente lo seguirà ancora una volta. Chi lo conosce bene sa che sta meditando la fuga dall’isola d’Elba, senza la tappa di Waterloo,pero’!

Quale? Quando? Ai posteri l’ardua sentenza.

Ma cos’e’ il berlusconismo senza B.?

Rimarrà nel dna di intere generazioni.. non è qualcosa che muore ormai fà parte del costume di troppi italiani.. pero’ puo’ essere mitigato e de rivoluzionalizzato con una figura piu’ classica e meno funambolica..

Alla ricerca di un nuovo Dio..

Conversazione con Fabio Saverio Romito, coordinatore provinviale PdL, Bari, 23 anni.

IV*

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3 risposte a “Coraggio, il meglio è passato!

  1. Il presidente Berlusconi, passerà alla storia, e non per demerito suo, come una delle più grosse occasioni perse dal nostro paese, un condottiero le cui doti sono state annullate da coalizioni litigiose. L’uccisione della maggioranza che ha trionfato alle elezioni del 2008, da parte principalmente di Gianfranco Fini, è un delitto atroce. Il rammarico per essere riusciti a cambiare ben poco è alto.
    Resta una domanda: il Berlusconismo è davvero finito, o si tratta soltanto di una pausa che prelude ad un “neo-berlusconismo” ? Propenderei per la seconda ipotesi, a giudicare dall’indole del personaggio. Complimenti vivi per il blog e per i suoi contenuti.

    • Il berlusconismo conferma la tendenza degli italiani al culto della personalita’, a demandare le responsabilita’ al grido: “Ci pensa lui!” indicando chiunque abbia un minimo di carisma. Siamo irrimediabilmente fatti per la dittatura.
      Un berlusconismo che abbia come soggetto persone piu’ capaci, meno ambigue, che non paralizzino la cosa pubblica. Questo auspico. Almeno.

  2. Pingback: Il Rosso e il Nero 2.0 | ilQuartoManiero

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