SOPA SUCA!

Oltreoceano si sta combattendo una guerra molto importante per il futuro del pianeta. Per il futuro di tutti noi.

Molti non ne sono a conoscenza ma proprio in questi giorni il congresso degli
Stati Uniti è al centro di una battaglia che vede da una parte le maggiori compagnie della Silicon Valley contrapposte dalle major di Hollywood.

Oggetto della contesa sono due disegni di legge sulla via della promulgazione: il SOPA (Stop Online Piracy Act) e il PROTECT-IP. Lo scopo di questi due disegni di legge è di rendere più facile ai possessori di copyright di intraprendere eventuali azioni legali contro i siti che ospitano i loro contenuti.

Gli interessi sono legittimi e legittimati da entrambe le parti. Da una parte le varie Disney, Viacom, Time Warner ecc. vogliono arginare ed eliminare la pirateria online che ha decimato i loro ricavi, dall’altra i giganti Google, Yahoo!, Facebook, eBay, AOL ecc. lottano contro una legge che non solo diminuirebbe drasticamente il traffico internet riducendo in propozione i loro ricavi, ma sarebbe una pericolosa arma di censura che si appresta a numerosi usi impropri.

Google, unica compagnia ad aver testimoniato in Congresso,  ha sottolineato la pericolosità del SOPA portando come esempio WikiLeaks e la libertà d’informazione: sebbene gli Stati Uniti siano riusciti nell’embargo finanziario di WikiLeaks, facendo in modo che VISA, Mastercard, Bank of America, Western Union e Paypal bloccassero tutte le donazioni e i pagamenti diretti al quasi “Uomo dell’Anno 2010” Assange, Google ha continuato a indicizzare WikiLeaks nei suoi risultati come prima. Il SOPA renderebbe questa indicizzazione illegale, con ovvie conseguenze per i motori di ricerca e chiunque (blog, riviste, aggregatori) riporti link a “siti illegali” suscettibili a chiunque detenga un qualsiasi diritto d’autore. Possiamo immaginare a cosa potrà accadere a siti come Youtube, Tumblr, Flickr, WordPress, Soundcloud e dovunque gli utenti esprimono loro stessi?

La situazione è bruciante e grave poiché costituirebbe un pericoloso precedente di censura e controllo del web sotto lo scacco della legislazione di turno. Un esempio facilmente imitabile da altri Stati Sovrani al fine di modificare percezioni, istaurare dittature o spiare i cittadini. Il passo al SODA non e’ tanto lungo (Stop Online Dissent Act). Google, Twitter e i blog sarebbero vincolati al filtraggio dei contenuti. La primavera araba non sarebbe mai avvenuta. E Orwell avrebbe fastidiosamente ragione.

Il video sotto è stato prodotto dalla coalizione dietro l’American Censorship Day, un gruppo che include Creative Commons, Mozilla, l’Electronic Freedom Foundation tra gli altri e spiega semplicemente i rischi del PROTECT-IP:

E, per par condicio, ecco perché Viacom vuole bloccare la pirateria:


Ennesimo esempio di un settore che non ha capito che il suo declino è arrivato, e si deve rinnovare.

IV*

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