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Sii paziente e Rallenta

Chiacchierata con mio nonno per l’anno nuovo:

Cio che fortemente ti manca e’ la pazienza. Non sai cosa sia. Non sai che vuol dire dedicare, investire del Tempo, con la T maiuscola, a qualcosa o a qualcuno. E’ comprensibile. Nessuno te lo ha insegnato.

Stavo leggendo il giornale e alla terza pagina l’ho dovuto buttare. Sapevo gia tutto. Grazie a internet oggi tutto e’ immediato, istantaneo. Pero’ mi hanno tolto il gusto dell’attesa. Ai miei tempi, ma pure fino a 15 – 20 anni fa, se era scoppiata una guerra o era accaduto qualcosa dovevi aspettare il giorno dopo e leggere la notizia sui quotidiani. Oppure ascoltarla alla prima edizione del telegiornale. Aspettavi. C’era un gusto strano in quell’attesa e imparavi a capire cos’e’ il tempo.

Oggi il mondo per qualche oscuro motivo ha deciso di farti capire in tutti i modi come sei, fregandosene dei tuoi tempi.

Qual e’ la tua soglia di attenzione quando trovi una cosa che ti interessa in internet, quando guardi un video? Sara’ 2-3 minuti al massimo. Poi passi oltre. Ti stanno abituando a vivere di fretta, di corsa! Il più grande torto che la società ti sta facendo non e’ toglierti il futuro, la pensione o non favorire il ricambio generazionale. Certo, sono cose importanti ma vengono dopo. Prima ci sei tu, come persona. E finora sei stato cresciuto e nutrito senza la cultura della PAZIENZA. Non sai cosa vuol dire impegnarsi a lungo in qualcosa. Ti hanno fatto credere che se non hai tutto e se non lo hai subito non vali niente, che c’e’ del merito a vincere il Lotto o nella fortuna in generale, e bombardandoti di questi esempi ti hanno messo una fretta senza senso addosso. Ti hanno insegnato a rinunciare subito se non avevi quello che volevi, facendoti credere che vali poco.

Quanti anni hai? 21? 28? 34? 40?

Calma.

Abbi la pazienza di sbagliare. Sbaglia, sbaglia e sbaglia piu’ che puoi. Datti il tempo di fallire, fallire alla grande prima di rinunciare.

Il destino dell’uomo si compie nel fallimento. Se non sarai indulgente con te stesso e non ti permetterai di fallire, sarai una persona vuota, che vale poco, senza esperienza. Perche’ l’esperienza e’ ciò che hai quando non hai ciò che vuoi.

Se la vita mette un muro sul tuo cammino non e’ per impedirti di fare qualcosa, ma perché tu possa dimostrare quanto fortemente tenga a quella cosa. E ci sono muri molto alti che richiedono impegno e anni per superarli. Non credere a chi ti dice che puoi aggirarlo o che ci sono scorciatoie. Perché ti danneggia soltanto, non ti insegna a lottare per ciò che vuoi e sarai poi abituato a perdere e ad arrenderti ancor prima di averci provato.

Datti tempo. Solo cosi’ puoi trovare cosa vale veramente la pena.

Di cosa hai paura? Chi ti insegue? Mi dici che non hai tempo a sufficienza e poi non sai cosa fare la domenica pomeriggio se piove? Non farmi ridere!

Persegui ciò che ti piace. Sii paziente e rallenta.

Il Rosso e il Nero 2.0

C’era un tempo in cui credevo che Destra e Sinistra fossero concetti ormai datati, legati a retaggi storici senza più un senso vero ormai!

C’era un tempo in cui la società era divisa in due, e la Destra e la Sinistra erano portabandiera di uno e dell’altro. C’era un tempo in cui si erano cosi’ specializzate che, tralasciando razzismo e abolizione della proprietà privata, il programma fascista sembrava scritto da Marx. C’era un tempo Continua a leggere

Coraggio, il meglio è passato!

Viva Berlusconi, a morte Berlusconi!

Venti anni di presenza politica, venti anni di televisione commerciale, si puo’ dire che i giovani di oggi siano cresciuti con lui.

Ma aldila’ i titoli dei giornali, cos’e’ stato davvero il berlusconismo?

Cos’e’ stata questa esperienza  che per venti anni ha connotato la vita (non solo politica) del nostro paese?

Ridurre il berlusconismo a un semplice movimento politico sarebbe sbagliato, oltre che riduttivo, per una duplice serie di ragioni: in primo luogo quella che dal 1994 ad oggi è considerata la discesa in campo del Presidente non è stata soltanto l’ascesa politica di un imprenditore che ha scalato tutte le tappe del “cursus honorum” ( eccezion fatta per la massima carica della nostra Repubblica, obiettivo mai nascosto e forse tramontato ) ma anche e soprattutto la rivoluzione dell’intero sistema politico italiano sia in senso bipolare che in senso maggioritario.

In secondo luogo Continua a leggere

La ricaduta

Mi hai mai visto ad un corteo contro/a favore dell’aborto? Mi hai mai visto “indignarmi” pro/contro l’uso delle cellule staminali? Per forza! Non ne so un cazzo, e il minimo che posso fare e starmi zitto. Lasciare che parlino coloro che sanno, anche perchè 90 su 100 sono quelli a cui il dibattito interessa davvero. Ed è per questo che io rivendico il diritto di protestare contro chi davvero merita di essere protestato, per i casini che stanno succedendo. Ma finchè gli indignados saranno lì alla ribalta dovrò stare zitto, per non rischiare di essere confuso con loro, che di finanza, ahimè, non se sanno nulla. Per usare un eufemismo.

Se pensi ci sia una soluzione, sei parte del problema. That’s my motto.

D. Manieri

Indignati di cippalippa

E’ passato solo qualche giorno e del 15 ottobre e della #globalrevolution gia’ se ne parla di meno. Oppure se ne parla con il rigurgito smemorato con cui ormai parliamo di Fukushima: sta li’, si stanno muovendo, qualcosa accadra’, Estiqaatsi.

E’ ormai lapalissiana e senza bisogno di commento la mancanza di un piano strategico, un progetto propositivo che vada oltre uno striscione di stoffa e che mi garantisca almeno il sogno di un’opportunita’ di giocare la mia partita di ventenne in questo sporco piccolo mondo. Niente. Spero di sentire interviste di gente incazzata, pronta davvero a tutto per i propri diritti! Accendo la tv e ascolto il giornalista domandare: “Perche’ siete qui in piazza, cosa volete? Contro chi siete?” Continua a leggere

Responsabilita’

Indignati italiani: “E’ colpa vostra!”

Intellettuali italiani: “Tocca a te!”

Responsabili italiani: “Ci pensa lui!”

Er Pelliccia: “Non sono stato io!”

Futuro italiano: “Tocca a me?”

IV*

Costantinopoli

Non c’e’ alcuna prova che siamo all’inizio di una nuova luccicante eta’ di splendore culturale-economico-sociale.

Dal punto di vista

 sociale, dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente (476 d.C.), si assistette ad una prima fase con la lotta tra le popolazioni del nord e dell’est europeo per la ricostruzione a livello locale dell’organizzazione amministrativa, militare, economica e giuridica; questa fase fu poi seguita, verso la fine del Medioevo, da una nuova fase di accentramento dei poteri a livello nazionale. “

La Storia molte volte e’ ironica e ricorsiva. Chissa’ di che umore e’ stavolta. Ai posteri l’ardua sentenza.

Tutto sembra portare al fatto che Continua a leggere