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Le città invisibili.

La Spagna è nei guai. Molto seri. Se si guardasse solo lo spread, o le ultime aste dei titoli a breve termine, Italia e Spagna sembrerebbero molto simili. Non potrebbero essere più differenti. Anzi, Italia e Spagna sono oggi due esempi accademici di crisi antitetiche. Raccontando l’Italia e la Spagna si può ben capire la differenza tra una crisi finanziaria e una crisi economico – finanziaria.

La crisi finanziaria dell’Italia parte dalla speculazione di un manipolo di senzacervello americani, e fa leva sulle debolezze finanziarie che ci trasciniamo ormai da decenni. Scommettere sulla nostra insolvenza ( scatenando le vendite di titoli di Stato) è possibile solo Continua a leggere

PUPPETS

Pitagora

La moneta che noi utilizziamo per comprare ciò che ci serve è prestata dalle banche centrali a noi, tramite le varie banche commerciali. Il sistema finanziario sembra molto complicato, non lo è in realtà.

BANCA CENTRALE → BANCHE COMMERCIALI → NOI.

Questo è il flusso di denaro prestato. Molti si chiedono cosa ci sia di sbagliato in questo sistema. Il discorso potrebbe essere complicatissimo. Farò un esempio banalissimo, ma NON semplicistico. Voglio dire che rappresenta esattamente il funzionamento del sistema finanziario.

Mettiamo che il BANCO (banche centrali e commerciali insieme, coloro che prestano i soldi a noi insomma) ha una quantità totale di 20 monete. Nel mio mondo semplice esistono solo 2 persone. Bene, queste persone hanno bisogno di moneta per comprare ciò di cui necessitano ( acqua, cibo, casa, vestiti ). Il BANCO dunque presta 10 monete per ciascuno. E non chiede in cambio a queste persone la loro casa, o parte del raccolto dei loro orti. Li presta, con immensa generosità, fidandosi solo di una garanzia + un interesse, diciamo, 10 %.  Alla fine dell’anno è probabile che i due non avranno guadagnato già quanto dobbiamo al banco. Perciò lui, con immensa generosità dice: pagameli l’anno prossimo. Per quest’anno pagami solo l’interesse ( 1 moneta = 10% di 10 monete).

Pitagora direbbe che abbiamo un problema. Se alla fine del secondo anno ognuna delle 2 persone deve ridare le 10 monete ricevute in prestito + 1 di interesse, ognuno deve 11 monete, per un totale di 22. Ma se il totale delle monete che il BANCO ha messo in circolazione è 20, da dove si vanno a prendere le 2 che mancano? Semplice. Non esistono. Se ripetessimo il giochetto per 10 anni, le due persone pagherebbero 10 monete a testa di interessi (10 % ogni anno), il BANCO avrebbe indietro tutto, 10 monete da entrambi, e ad entrambi rimarrebbe tutto il prestito da rimborsare. Hanno pagato solo l’interesse.

Da questo momento il gioco è semplice: il BANCO esige le garanzie da entrambi, si prende le loro terre o il frutto del loro lavoro. Le due persone diventano schiave del BANCO. Oppure una delle due persone cerca le monete per ripagare il suo debito. E può solo prenderle dall’altra persona. O chiedere altri soldi al BANCO, che glieli presterà generando debito sul debito.

Questo banalissimo esempio dimostra due cose.

1. Nel sistema finanziario i FALLIMENTI sono endogeni, perchè derivano da interessi che semplicemente non esistono.

2. Il sistema finanziario porta alla sopraffazione dell’uomo sull’uomo, alla guerra, per ripagare interessi che non esistono.

The more debt there is, the more money there is…..

D. Manieri

Problem, reaction, solution.

Il tuo obiettivo è mettere gli uomini giusti al posto giusto, per far sì che facciano i tuoi interessi. Vuoi ancora più soldi per i tuoi, sempre meno per tutti gli altri. Vuoi perseguire nella strategia di schiavitù celata che porti avanti ormai da decenni, e con successo. Vuoi che un mondo intero continui sempre più a prostrarsi ai tuoi piedi, ad ammazzasi di fatica, a morire di fame, per i tuoi lussi. Ma sai bene che se uscissi allo scoperto e dicessi: ” Sai che c’è, da oggi dovete rinunciare ancora ad una parte della vostra libertà per i nostri porci comodi, dovete lavorare per noi, e non avrete uno straccio di pensione, di futuro lavorativo, e vi farete la guerra l’un l’altro solo perchè io mi possa arricchire armandovi entrambi, come ho sempre fatto.” otterresti la ribellione contro di te. Forse qualcuno potrebbe davvero svegliarsi e dire: ” E se non accettassi?”.

Perciò ti propongo questa nuova strategia. L’ ho chiamata PROBLEMA – REAZIONE – SOLUZIONE.

Fase 1. Crea il problema. Mettiti daccordo con gli amici che hai sparsi in J.P. e Goldman, si, gli stessi con cui sei cresciuto, fagli scatenare una valanga di vendite nei BTP. Vuoi vincere facile? Comincia da Grecia e Italia, darai meno nell’occhio. Hai visto com’è andata con la Spagna. Eravamo a tanto così dal riuscirci. Ma poi quel cazzone si è dimesso. Come avremmo giustificato la mancanza di credibilità? Abbiamo dovuto desistere con le vendite. Dicevo…Scatena un pò di vendite, il mercato ti seguirà. Hai creato il problema.

Fase 2. Otterrai una reazione. I BTP crolleranno di valore, lo spread alle stelle. Fai un G20 e paventa il default. Tu non sai quanta gente si spaventa alla parola default, come avesse una minima idea di quello che vuol dire. Io nel frattempo sai cosa faccio? Vado a dare un po di interviste in giro. Chiamo i miei amici del FT, del Wall Street J e comincio a mettere in giro sta voce che….insomma lo sai….che questo Euro può crollare, e i default possono andare a catena….e…si…che l’Europa è stata in pace per 50 anni, chissà cosa potrebbe succedere se crollasse il sogno europeo. Otterrai la reazione. La gente avrà paura, verrà da te e ti chiederà: ” Ti abbiamo eletto per questo, perchè tu ci sia in giorni come questo, dacci la soluzione”. Lo so, nessuno ti ha eletto, sta storia del governo tecnico sembra grottesca persino a me. E fidati….che di cose ne ho viste. Ma insomma tu sei li adesso, e si aspettano la soluzione da te.

Fase 3. Dagli la soluzione. Io la butterei così: ” C’e’ bisogno di ripristinare la credibilità. Abbiamo avanti periodi di austerità, di tagli alla spesa, di riforme.” Punta molto su questi termini neutri, riforme, austerità, danno meno nell’occhio. E parla di governo di emergenza, di unità, è cruciale nella strategia Problema – Reazione – Soluzione. La gente è sensibile ancora a queste parole, come nazione, unità, come se vogliano dire ancora qualcosa. Fai le riforme, quelle che ti chiedono loro e ti accorgerai in men che non si dica, che arriverai dove volevi arrivare. Dì che servono soldi per ricapitalizzare la banche, altrimenti il sistema salta. La gente tiene ai suoi risparmi, se crede di perderli ti darà quello che vuoi. Alza l’età pensionabile ( e dì che altrimenti il sistema salta) e la gente lavorerà altri anni per te. Taglia la spesa pubblica. Raggiungi il pareggio di bilancio, costi quel che costi. Ricorda che tu sei li per far credere alla gente di avere libertà di scelta. E anche se alle prossime elezioni non sarai rieletto, non disperare, perchè sappiamo dove siedono quelli che comandano davvero. Fatti commissariare da FMI, BCE. A ridarti un buon rating e ridurre lo spread di nuovo ci penso io, a cose fatte. La gente penserà che sei il benefattore. Avrai risolto il problema. Quello che hai creato. Ma te l avranno chiesto loro. Sbaglio o era quello che volevi ottenere? Non mi avevi chiamato per questo?

D. Manieri

Il Paese delle Meraviglie

Guai a chi tocca la Finanza! Nessuno osi criticarla!


Tutti vogliono avere una bella vita, andare a spasso su una bella macchina e avere case grandi e ben arredate, vestiti decenti che non possono nemmeno pagare. Uno stipendio di 2000 euro al mese e’ capace di acquistare una casa da 200.000 euro, una macchina da 18.000 e di avere ancora soldi per il cibo e le uscite in compagnia. L’unica ragione per cui continuiamo Continua a leggere

Nessuno mi puo’ giudicare, ma forse si’

Unione Europea: entita’ sovranazionale con il compito di una comune politica monetaria (ad opera della BCE) e con intenti di uniformita’ legislativa.

L’Unione europea non puo’ decidere la sorte degli Stati membri, ne’ cio’ che accade al loro interno, ma ha il compito di sorvegliare e far rispettare gli accordi internazionali che gli Stati hanno firmato illo tempore. E tantomeno nessun Stato membro puo’ intromettersi nella gestione dell’Europa.

Cosa accade dunque?

Accade che inevitabilmente, essendo un’unione principalmente economica, in periodi simili a questo ci si “appoggia” a coloro che economicamente sono piu’ solidi, o meglio, piu’ virtuosi rispetto agli altri, sperando che il loro virus si propaghi ai malati. Le misure conseguenti che vengono proposte e spinte, sono misure di buon senso sulla base degli accordi di cui sopra e non solo.

Urge una piccola digressione:

I mercati finanziari reagiscono principalmente non agli accadimenti in quanto tali, ma alle aspettative del futuro. Ecco perche’ l’Italia, da bilancio solvibile e non in crisi, diventa una Grecia 2 sui mercati di borsa, sull’orlo del fallimento. Le misure e lo stato politico italiano non promette rosee prospettive per il futuro poiche’ le soluzioni proposte sono ridicole in confronto alla negativita’ delle aspettative.  Soluzioni ridicole a causa di una maggioranza risicata che non puo’ operare liberamente. Negativita’ delle aspettative che continua a peggiorare poiche’ dimostriamo all’estero che la classe politica e dirigente e’ preoccupata di conservare il proprio posto e i propri privilegi piuttosto che risollevare il sistema Paese.

Basterebbe far vedere che si vuole veramente cambiare pagina, volti e nomi che subito i mercati ridarebbero fiducia all’Italia. Nessuna manovra o decreto che si formuli ora ci fara’ uscire dal buco nero in cui ci siamo messi.

Ma sappiamo gia’ che non accadra’ mai.

Io mi siedo in poltrona e godo. Il piu’ grande spettacolo dopo il weekend.

Siamo noi.

E la UE.

IV*

L’elefante nella piscina.

Prima di leggere questo post assicurati di aver visto il video “The Real World Order”. Fatto? Bene.

Da mesi ormai si discute non del se, ma del quando Facebook sbarcherà in Borsa a New York. Potrebbe essere il primo o il secondo semestre del 2012. La bolla di internet del 2000, che ha creato non pochi problemi alla finanza mondiale, rischia di essere completamente offuscata dalla realtà che potrebbe emergere dal giorno della quotazione di Facebook in poi. Per avere un ordine di idee, pensiamo all’intera manovra finanziaria che il nostro paese ha messo in pratica per arrivare, nel 2013, al pareggio di bilancio (azzerare il deficit). L’intera manovra genererà 47 miliardi di euro. Bene. Stando alle Continua a leggere

Viva gli anni zero! A morte gli anni zero!

Signore e signori! Ladies and gentlemen! Damen und herren!

Gli anni zero sono finiti!

Terminati, morti,  finiti! Ma non ancora sepolti.

Sono finiti gli anni Continua a leggere

Curare la febbre, con il cianuro.

Nessuno su twitter parla di questo. Nessuno protesta, se non quei pochi giovani che ieri, a Wall Street, agitavano il libro del senatore Ron Paul al grido di “Wake up America”. Dove sono gli studenti europei? Dove sono gli indignados? Da nessuna parte, ovviamente. Troppo impegnanti a protestare contro Berlusconi e i tagli all’Università per capire che mentre protestano perchè in un periodo di pioggia il governo gli toglie gli ombrelli, a Washington i G20 stanno preparando l’uragano Katrina.

La notizia: ieri il G20, riunito a Washington, ha stabilito come combattere la crisi dei debiti sovrani e scongiurare future crisi.

Riassumendo: si stabiliscono nuove tasse sulle transazioni finanziarie; si piloterà il default della Grecia; si ricapitalizzeranno le banche in difficoltà; si amplierà il fondo salvastati attraverso un veicolo esterno all’ EFSF (FONDO EUROPERO SALVASTATI) che doterà il fondo di liquidità.

Non voglio parlare dei primi tre punti, che sono, per inciso, finanziariamente irrilevanti. Voglio soffermarmi sul nuovo veicolo.

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IPOCRISIA

Dal greco hypokrynesthai, recitare una parte, sottogiudicare. Se c’è una cosa che non posso sopportare è l’ipocrisia, e le doppie file in pieno centro. Ma se su queste ultime ormai mi sono arreso, forse sulla prima si può lavorare. L’ipocrisia di chi si arroga il diritto, ad esempio, di protestare, senza sapere quello di cui parla.

Prendiamo le proteste contro la manovra economica e il governo. Studenti in agitazione, sindacati in sciopero, politici e giornalisti da mesi ormai protestano contro i tagli della manovra,  contro le nuove tasse imposte, contro le politiche economiche del governo che stanno portando il paese verso il default. Intendiamoci, io non sono contro la lotta; non lo sono mai stato e non lo sarò mai. La lotta è il respiro della vita. Io sono contro la lotta che non ha alcun senso, la lotta ipocrita appunto. Chi prima del luglio 2011 parlava di queste cose? Chi prima del luglio 2011 aveva mai sentito anche solo nominare le parole Default o Spread? Continua a leggere