Costantinopoli

Non c’e’ alcuna prova che siamo all’inizio di una nuova luccicante eta’ di splendore culturale-economico-sociale.

Dal punto di vista

 sociale, dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente (476 d.C.), si assistette ad una prima fase con la lotta tra le popolazioni del nord e dell’est europeo per la ricostruzione a livello locale dell’organizzazione amministrativa, militare, economica e giuridica; questa fase fu poi seguita, verso la fine del Medioevo, da una nuova fase di accentramento dei poteri a livello nazionale. “

La Storia molte volte e’ ironica e ricorsiva. Chissa’ di che umore e’ stavolta. Ai posteri l’ardua sentenza.

Tutto sembra portare al fatto che questo periodo potrebbe essere l’inizio di un nuovo Medioevo in termini culturali, con l’imbarbarimento dei costumi, l’ignoranza della massa (quella che non ci fa capire cosa sta succedendo) che aumenta a causa della distanza sociale dalla Corporatocrazia mondiale, l’establishment economico-politico che stenta a rinnovarsi e cerca di far sopravvivere un corpo ormai morto. Un nuovo collasso di Costantinopoli dove il mondo che era stato creato e’ distrutto, e quello che rimane sono milioni di opinioni personali procedurali e nessuna idea, fatto o atto con un minimo di senso del progresso (nell’etimo:pro-gredior: andare avanti, incontro) sostanziale.

Nel Medioevo le certezze (politico-economico-sociali) e i sistemi vigenti erano crollati. E nessun passo avanti si e’ fatto per secoli. Nessuna proposta. Nessun progresso. Poi e’ finito.

Nell’epoca contemporanea (riferendomi alla Storia europea, semplificando i processi):

Il marxismo nacque come critica al capitalismo mercantilista. Il fascismo e il socialismo nacquero come critica alle monarchie imperiali. Le democrazie (monarchie) costituzionali nacquero come critica al totalitarismo. La storia ci ha insegnato che queste applicazioni di contratto sociale non funzionavano. La storia ci sta dicendo che anche adesso non stiamo tanto bene. Quello che e’ stupendo e’ il processo di critica/propositiva che ci ha portato alla formulazione della dottrina economico-politico-sociale successiva.  E oggi? Ora la critica c’e’, ma manca la proposta. Nuova.

C’e’ una crisi della cultura democratica e democratizzata fatta da tutti questi movimenti, manifestazioni, proteste e complotti che chiedono in ginocchio la fine di un qualcosa senza proporre un’alternativa chiara, determinata, magari con dei difetti, ma nuova.Perche’ la cosa piu’ facile e semplice da fare nell’era di internet e’ fare rumore, senza pensare a costruire seriamente un domani diverso o nuovo.  C’e’ solo un imbarazzante cumulo di critici, politici, economisti, professori e blogger che si masturbano a vicenda preoccupandosi se sia meglio venire addosso o sul letto. Dovremmo vergognarci, e pensare a trovare pragmaticamente qualcuno con cui fare l’amore e terminare una volta per tutte quest’onanismo sfrenato.

Io vado. Avete un condom?

IV*

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