Viva gli anni zero! A morte gli anni zero!

Signore e signori! Ladies and gentlemen! Damen und herren!

Gli anni zero sono finiti!

Terminati, morti,  finiti! Ma non ancora sepolti.

Sono finiti gli anni dell’ Internet Bubble, che ci ha insegnato come far soldi con cosa in Internet. E l’abbiamo imparato.

Sono finiti gli anni dove sembrava impossibile che una singola compagnia potesse essere presente dovunque nel mondo, con una quantità tale di clienti/utenti da renderla il terzo Paese più grande per popolazione. E ora ci crediamo.

Sono finiti gli anni di una finanza spericolata, pericolosa che non era più al servizio dell’economia reale, ma ha reso l’economia reale sua schiava.

Sono finiti gli anni delle dittature teocratiche o monarchiche. Le popolazioni ne hanno preso coscienza e si stanno ribellando.

Sono finiti gli anni del monetarismo come lo conosciamo oggi.

Ma non l’abbiamo capito.

Io vedo cose. Io vedo la gente scema!

Avere una coscienza storica non e’ mai stato peculiare di noi esseri umani, ma pensandoci su più a lungo di due minuti non e’ tanto difficile formarsela.

Mi spiego:

La democrazia e’ fallita. E’ un dato di fatto. E’ fallita semplicemente perche’ la popolazione, la gente comune intende come democrazia un archetipo che non e’ applicato nelle odierne “democrazie” e che, per riassumere, potrete ritrovare qui. Un archetipo che si e’ formato quando si doveva governare città-stato o Paesi con poche decine di migliaia di abitanti. Siamo sicuri che lo stesso schema sia ottimale e funzionale per Paesi o Confederazioni con popolazioni di diverse decine (o centinaia) di milioni di persone?

Siete in grado di giurare che qualcuno dei G20, dei BRICS adopera questo sistema?

C’e’ stata la crisi, la quale ha dimostrato che il paradigma della finanza “a tutti i costi” non regge. E’ fallito quel micro-macro mondo. Bene. Dopo 12 mesi il valore dei derivati e ha raggiunto lo stesso livello pre-crisi. Strano segnale per dire che si e’ imparata la lezione…

Stiamo vivendo in un ecosistema malato endemicamente, che si vuole far sopravvivere a tutti i costi nonostante le evidenti cancrene.

Il capitalismo e’ fallito. E’ un sistema che non regge, e le prove sono sotto gli occhi di tutti.

Il capitalismo, come lo conosciamo oggi, fu inventato piu’ o meno 100 anni fa, da dei luminari quali Keynes, Friedman, Tobin e altri.

Ma, mi dispiace contraddire i puristi della disciplina, ha dei difetti intrinseci che non lo hanno reso quel sistema perfetto che vogliamo esportare in tutto il mondo come fosse la Parola di qualche divinità. E’ un sistema che permette si’ un certo benessere, a parte che ci siano altri 3/4 di pianeta disposti (o costretti) a pagarne le conseguenze; e’ un sistema che prevede degli errori nella sua formulazione che prima o poi si manifesteranno con gravi disagi per le popolazioni. Quindi, non e’ un sistema perfetto. Non e’ IL sistema.

E il vero problema e’ che noi ci comportiamo come se fosse l’unico tra i mondi possibili. Non c’e’ più libero pensiero critico nel vero senso della parola, che metta in dubbio tutto quello che può al fine di trovare soluzioni migliori.

La storia umana ci ha insegnato che quando qualcosa non va, i liberi pensatori provano a dare nuove teorie che magari (o magari no) possano migliorare lo stato delle cose: il marxismo (economico) e’ nato come critica del capitalismo, il monetarismo e’ nato come affinamento del capitalismo in risposta alle incredibili rivoluzioni industriali dei primi del Novecento, il fascismo e il comunismo (politico) sono nati e stati applicati come critica agli Stati monarchici e plutocratici dell’Ottocento. Storia insegna che tutti questi modelli sono fallimentari, ma e’ interessante il processo di critica dello status quo che ha portato alla loro formulazione.

Storia insegna che il capitalismo all’infinito non può’ continuare a esistere cosi com’è , che l’economia del debito è un’economia cannibale e fallimentare. E non e’ un’opinione.

Si capisca questo, si metta in dubbio tutto, domandiamoci: “Ma questo e’ davvero l’unico dei mondi possibili?”, e se la risposta e’ no, proviamo a pensare come potrebbe essere, creiamo nuove teorie, nuovi paradigmi mai sentiti prima o basati su conoscenze gia’ in nostro possesso. Dubitare di tutto per creare cose migliori. Questo e’ il progresso!

L’economia, la politica sono invenzioni umane, e in quanto tale possono essere modificate e riformulate, imparando dagli errori del passato! Se un ingegnere, un architetto sbaglia a costruire un ponte, il ponte crolla; se un medico sbaglia a somministrare una medicina, il paziente muore. Poi si capisce l’errore e lo si elimina.

Se una teoria economica sbaglia, gli stati falliscono, gli abitanti si impoveriscono. Poi si capisce l’errore. E si fa finta di niente. Ma chi l’ha detto?

Gli anni zero sono finiti! Impariamo la lezione.

Che il sipario si alzi sui promettenti anni uno.

Pensatori di tutto il mondo, UNITEVI!

IV*

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